Quando sono più di destra del nostro governo di destra

Non so voi, ma per me quando viene eletto un governo di destra è una specie di calamità naturale, una sciagura inevitabile che periodicamente si presenta, che si spera duri poco e di cui dovremo poi rimediare ai danni successivamente, sperando che non siano troppo ingenti.

Non che i governi non di destra siano molto meglio, perché se lo fossero probabilmente a tante persone non verrebbe mai in mente di rifugiarsi nel ventre caldo del populismo di destra. In Italia poi le nostre menti sono in balia di poteri forti come il Vaticano o i social network e non ci vedo grandi soluzioni. Se non altro il tipico governo di destra è come una brutta infuenza: una volta fatta se ne va lasciandoci gli anticorpi e per un po’ di tempo siamo a posto.

Comunque al momento il governo è di destra. Un po’ si comporta come tale, come quando quattro sbandati fanno un rave in un capannone abbandonato e questo episodio diventa la radice di tutti i mali dell’umanità e quindi l’occasione di mostrare un po’ di forza e efficienza postelettorale. A volte invece sembra fare un grosso sforzo per non apparire come un branco di scemi che urlano la loro immondizia mentale al bar ma da persone ragionevoli e normali, forse per tranquillizzare i colleghi europei a cui fino a poco prima erano destinati tutti i peggiori insulti. Sembra quindi che passare dall’opposizione al governo possa avere un effetto purificante istantaneo sul fine pensiero di queste persone.

Poi accade che due gruppi di delinquenti si danno appuntamento in un luogo pubblico per dare vita ad un episidio di guerriglia, e che per fare questo non hanno scelto uno spazio libero nel deserto del Sahara o un conflitto bellico già esistente (ce ne è uno comodo nell’Est Europa in corso da quasi un anno, neanche a dire la fortuna), ma niente meno che un area di sosta dell’autostrada. Tali personaggi si sono organizzati con tutta calma sui social network, hanno deciso un luogo e un orario che facesse comodo a tutti e raggiungibile con i mezzi, hanno scelto ognuno le armi più pratiche per un conflitto urbano e il resto è venuto da sé, per le gioia di tutti i partecipanti.

Attenzione però: non sono delinquenti qualsiasi o bande rivali del crimine organizzato ma sono tifosi di calcio, e questo dà loro una speciale immunità agli effetti della giustizia. Perché se due gruppi di persone decidesse di fare quello descritto sopra ma senza avere legami col mondo del calcio i reati sarebbero fine a se stessi. Ma siccome sono uniti dalla passione per due squadre di serie A, la Roma e il Napoli, ecco che le pene iniziano e finiscono nel mondo del calcio. Pene forti, a quanto pare: si parla addirittura di vietare le trasferte ai tifosi.

Ed è qui che mi sento più di destra del nostro governo di destra. Perché posso capire un governo di sinistra, sempre più vicino a chi è colpevole di reati, alla tolleranza ed al rispetto dei diritti di chi sbaglia. Ma qui abbiamo dei delinquenti che girano armati e che si organizzano per un accoltellamento pubblico. A mio parere è gente irrecuperabile che altro che allo stadio, non dovrebbe proprio girare per strada. Il nostro governo di destra fa la voce grossa, parla di tolleranza zero, ma intanto queste sedicenti tifosi di calcio sono lì che girano liberamente per la nazione e alla peggio non potranno andare allo stadio in trasferta. Che fosse per me io allo stadio ce li manderei tutti e mi preoccuperei più che altro che non possano uscirne.

Ed è qui che mi chiedo: a cosa serve avere un governo di destra se poi mi delude quando ha una buona occasione per mettere a segno un po’ di belle condanne sommarie?

Sarà mica perché sono tutti elettori suoi, vero?